Good

Di nuovo Viggo Mortensen protagonista, dopo Appaloosa, e di nuovo grande interpretazione.

Stavolta interpreta John Hadler un insegnante universitario che vive in Germania durante l’ascesa del nazionalsocialismo.

Vive con la madre malata di demenza senile, la moglie nevrotica e due bambini, e si occupa di tutti loro.

E’ un uomo buono, un uomo che insegna con passione, ed è sbalordito dall’ascesa del Furer e rifiuta di iscriversi al partito anche a costo di non avere più la possibilità di lavorare.

Scrivere un romanzo il cui tema è l’amore tra un uomo e una donna malata terminale, (prendendo spunto dal suo quotidiano vivere con la madre) e della scelta estrema dell’uomo di uccidere la donna amata per farla smettere di soffire. Uccidere come gesto d’amore.

Il libro passa tra le mani di Hitler che vede nel romanzo un’ottima occasione per giustificare l’uccisione di tutti i malati invalidi, e affida a John la stesura di un saggio che sia di propoganda per la nuova politica da adottare.

John si ritrova così involontariamente trascianto nel vortice del nazismo senza rendersene conto.

Un uomo normale, buono, dai principi razionali si trasforma in un S.S.

Un film toccante che cambia punto di vista rispetto ai vari film sul nazismo, che non ci propone l’orrore subito dagli ebrei, ma punta l’attenzione sulla follia di chi ha compiuto quegli atti, attori volontari e involontari.

VOTO: 7

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~ di blogtano su 29 ottobre 2008.

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